cloruro di magnesio
natura
domenica 9 dicembre 2007
lunedì 3 dicembre 2007
ESSIAC


LA STORIA DI RENE' CAISSE
Fonte: www.multiwire.net/ass/eleven/erbein_i.htm
La storia incredibile ma vera che state per leggere, comincia in Canada nella regione dell'Ontario nel 1922.
Rene Caisse era capo infermiera in un ospedale e fra i malati della sua corsia noto una signora con un seno stranamente deformato. Incuriosita, le domandò cosa fosse accaduto. La signora raccontò che vent'anni prima un uomo di medicina degli indiani Objiwa, saputola malata di cancro al seno, le aveva fatto bere per un lungo periodo un the di erbe che l'aveva guarita. L'indiano aveva definito questa miscela di erbe e radici:
" Una bevanda benedetta che purifica il corpo e lo riporta in armonia col grande spirito '
Rene fece tesoro dell'informazione e prese nota della ricetta. due anni dopo ebbe modo di sperimentarla su sua zia, malata terminale di cancro allo stomaco e al fegato. La zia guarì.
Rene capì di essere di fronte ad una scoperta fantastica e in collaborazione col dott. Fisher, il medico della zia che aveva assistito al processo di guarigione, cominciò ad usare la bevanda su altri malati terminali di cancro. I successi si ripetevano.
In quei tempi si pensava di aumentare l'efficacia di un rimedio se lo si fosse inoculato per via intramuscolare e così Rene cominciò ad iniettare la tisana, ma gli effetti collaterali erano troppo spiacevoli. Negli anni a venire, dopo studi di laboratorio condotti su topi, fu individuata l'erba iniettabile e le altre venivano fatte bere in infuso.
I risultati positivi continuarono. Bisogna sottolineare il fatto che Rene mai richiese un compenso dai suoi pazienti, accettando solo le loro offerte spontanee.
La voce si sparse ed altri otto dottori dell'Ontario cominciarono ad inviarle pazienti giudicati senza speranza. Dopo i primi risultati i medici scrissero una petizione al Ministero della sanità Canadese chiedendo che si prendesse in seria considerazione la cura. L'unico risultato che ottennero fu l'invio di due commissari col potere di arresto immediato nei confronti di Rene. I due pero rimasero colpiti dal fatto che nove dei migliori medici di Toronto collaborassero con la donna e invitarono Rene a sperimentare su topi la sua medicina. Ella tenne in vita per 52 giorni topi inoculati con il sarcoma di Rous.
Tutto tornò come prima, Rene continuò a somministrare la bevanda in un appartamento di Toronto .In seguito dovette spostarsi a Peterborough in Ontario, dove la raggiunse un ordine di arresto recato da un poliziotto. Ancora una volta ebbe fortuna perchè il poliziotto, dopo aver letto le lettere che i suoi pazienti le avevano scritto in segno di riconoscenza, decise che era il caso di parlare della cosa al suo capo. Dopo questo episodio Rene ebbe il permesso del ministero di continuare a lavorare solo su quei pazienti che recassero una diagnosi scritta di cancro redatta da un medico.
Nel 1932 uscì, su un giornale di Toronto, un articolo intitolato:
"Infermiera di Bracebridge fa una importante scoperta per il cancro"
A questo articolo seguirono innumerevoli richieste di aiuto da parte di malati di cancro e la prima offerta commerciale .
L'offerta era davvero vantaggiosa ma le si richiedeva di svelare la formula in cambio di una somma considerevole e un vitalizio. Rene rifiutò categoricamente, giustificò la sua decisione col fatto che non voleva che si speculasse sul suo rimedio.
Nel 1933 il comune di Bracebridge le mise a disposizione un Hotel, sequestrato per ragioni di tasse, perchè potesse farne una clinica per i suoi malati.
Da allora e per i successivi otto anni, un cartello sulla porta avrebbe indicato "CLINICA PER LA CURA DEL CANCRO".
Dal giorno dell'apertura centinaia di persone erano convenute alla clinica e ,alla presenza di un medico, si facevano fare l'iniezione e bevevano la tisana.
La clinica diventò in breve una sorta di Lourdes Canadese.
Nello stesso anno si ammalò la madre di Rene ,cancro al fegato inoperabile. Rene le somministrò la sua cura ed ella guarì nonostante che i medici le avessero predetto una sopravvivenza di pochi giorni.
Fu in questi anni che il dottor Banting, uno dei partecipanti alla scoperta dell'insulina, affermò che il the aveva il potere di stimolare il pancreas fino a riportarlo alle sue normali funzioni, curando così i malati di diabete. Il dott. Banting invitò ufficialmente la signora Cassie a fare esperimenti presso il suo istituto di ricerca, ma lei per paura di dover abbandonare i propri malati, rifiutò. Era il 1936.
Nel 1937 accadde un incidente. Una donna in fin di vita fu trasportata all'ospedale di Rene, sofferente per frequenti embolie, subito dopo l'iniezione, morì. Fu un'occasione d'oro per i detrattori di Rene, fu fatto un processo ed i risultati dell'autopsia dimostrarono che la donna era morta per un embolo.
La pubblicità che il caso scatenò portò ancora più malati in cerca di speranza all'ospedale di Bracebridge.
Lo stesso anno furono raccolte 17.000 firme che invitavano il governo a riconoscere il the come farmaco per il cancro.
Una ditta farmaceutica Americana offrì un milione di dollari (del 1937!) per la formula ennesimo rifiuto di Rene. Nel frattempo un medico americano, il dott. Wolfer, offrì a Rene di effettuare esperimenti con la bevanda su trenta pazienti del suo ospedale. Rene fece la spola fra il Canada e gli USA per molti mesi, i risultati che ella ottenne spinsero il dott. Wolfer ad offrirle uno spazio di ricerca permanente nei suoi laboratori. Ancora una volta Rene rinunciò ad una vantaggiosa offerta che l'avrebbe però costretta ad abbandonare i suoi malati in Canada.
Di quel periodo abbiamo la testimonianza del dott. Benjamin Leslie Guyatt responsabile del dipartimento di anatomia dell'Università di Toronto che aveva ripetutamente visitato la clinica: "Ho potuto constatare che nella maggior parte dei casi le deformazioni scomparivano, i pazienti denunciavano una forte diminuzione dei dolori. In casi serissimi di cancro ho visto interrompersi le emorragie più gravi. Ulcere aperte alle labbra ed al seno rispondevano al/e cure. Ho visto scomparire cancri alla vescica ,al retto, al collo dell'utero allo stomaco. Posso testimoniare che la bevanda riporta la salute nel malato, distruggendo il tumore e restituendo la voglia di vivere e le funzioni normali degli organi."
La dottoressa Emma Carlson era arrivata dalla California per visitare la clinica, questa la sua testimonianza:
"Ero venuta ,abbastanza scettica, ed ero risoluta a rimanere solo 24 ore. Sono rimasta 24 giorni ed ho potuto assistere a miglioramenti incredibili su malati terminali senza più speranza e malati diagnosticati terminali, guarire. Ho esaminato i risultati ottenuti su 400 pazienti."
Nel 1938 un'altra petizione a favore di Rene raccolse 55.000 firme. Un politico canadese fece la sua campagna elettorale promettendo che avrebbe permesso che la signora Caisse potesse esercitare la professione medica senza laurea e "Praticare la medicina e curare il cancro in tutte le sue forme e le relative indisposizioni e difficoltà che questa malattia comporta."
La risposta della classe medica fu immediata, il nuovo ministro della sanità, il dott. Kirby istituì la "Royal cancer Commission" il cui scopo era quello di appurare la efficacia di discusse terapie per il cancro. Una delle condizioni inderogabili perchè una medicina potesse essere legalizzata come cura per il cancro era che la sua formula venisse consegnata a priori nelle mani della commissione. La pena per la mancata consegna era una multa la prima
volta per pratica abusiva della professione medica e l’arresto in caso di recidiva.
Rene Cassie non aveva mai voluto svelare la formula e la commissione oltretutto non aveva obbligo di riservatezza riguardo alle formule presentate.
Le due proposte di legge, quella a favore di Rene e quella che istituiva la commissione per il cancro, furono discusse lo stesso giorno al parlamento Canadese.
La legge Kirby fu approvata e quella pro-Rene respinta per soli tre voti. La clinica di Rene era in pericolo, i medici cominciarono a rifiutarsi di consegnare ai propri pazienti i certificati attestanti il cancro.
Una valanga di lettere di protesta raggiunsero il ministero della sanità, gli ex malati curati da Rene e quelli che volevano farsi curare si ribellarono. Il ministro ritenne saggio che la clinica continuasse ad esistere fino al momento in cui la signora Caisse si sarebbe presentata di fronte alla commissione per il cancro.
Nel marzo 1939 iniziarono le udienze della commissione per il cancro istituita dalla legge Kirby. Rene fu costretta ad affittare la sala da ballo di un Hotel di Toronto per accogliere i 387 ex pazienti che avevano accettato di testimoniare in suo favore. Tutte queste persone si dichiaravano convinti che Rene li aveva guariti o che la bevanda aveva arrestato il cammino devastante del cancro. Tutti erano stati definiti "senza speranza" dai loro medici prima di sottoporsi alle cure dell'ospedale di Bracebridge. Solo 49 dei 387 ex malati furono ammessi a testimoniare. Medici illustri testimoniarono a favore di Rene.
Molti casi furono stralciati perchè le diagnosi furono giudicate sbagliate e vi furono anche dottori che firmarono dichiarazioni in cui riconoscevano l'errore. Alla fine il rapporto della commissione fu che:
A) Nei casi diagnosticati con biopsia si contava una guarigione e due miglioramenti
B) Nei casi diagnosticati con raggi x, una guarigione e due miglioramenti
C) Nei casi diagnosticati clinicamente due guarigioni e quattro miglioramenti
D) Su dieci diagnosi "incerte", tre erano sicuramente sbagliate e quattro non definitive.
E) Undici diagnosi erano definite "corrette", ma la guarigione veniva attribuita a precedente radioterapia.
Insomma la conclusione era che la bevanda non era una cura per il cancro e che se la signora Cassie non avesse svelato la formula, la legge Kirby sarebbe stata applicata e la clinica chiusa.
Rene ,sfidando la legge, tenne aperta la clinica ancora per tre anni in una situazione di semi-clandestinità.
Nel 1942, la clinica venne chiusa Rene era sull'orlo di una crisi di nervi.
Si trasferì a North Bay ,e là rimase fino al 1948 anno in cui suo marito morì.
Si presume che continuasse ad aiutare qualche malato che riusciva a raggiungerla, ma non nella misura che la clinica le aveva permesso.

IL GRANDE RITORNO
Nel 1959 la grande rivista americana "True" pubblicò un articolo su Rene Caisse e il suo rimedio per il cancro. L'articolo era frutto di mesi e mesi di indagini, interviste e raccolta di materiali.
L'articolo fu letto da un eminente medico americano il dott. Charles Brush, titolare del Brush Medical Center di Cambridge.
Il dott. Brush, dopo averla incontrata le propose di andare a lavorare presso il suo istituto. Quello che le chiedeva era di applicare la medicina su malati di cancro, testare la formula in laboratorio per eventuali modifiche e migliorie e, quando si fosse assolutamente sicuri dell'efficienza, fondare un associazione il cui scopo sarebbe stato quello di diffonderla nel mondo intero ad un prezzo accessibile.
Non le si chiedeva di svelare la formula ma di usarla su persone malate di cancro. Per Rene era il massimo dei suoi desideri, accettò.
Rene aveva settant'anni.
Prima di continuare il racconto cerchiamo di capire chi era il dott. Brush.
Il dott. Brush era ed è tuttora uno dei medici più rispettati degli Stati Uniti.
E' stato il medico personale del presidente J.F. Kennedy e suo amico fidato.
Il suo interesse per la medicina naturale ed i rimedi delle scuole di medicina asiatiche risale a molti anni prima il suo incontro con Rene.
Il Brush Medical Center è uno degli ospedali più grandi degli USA ed è stato il primo ad usare l'agopuntura come metodo di cura, il primo a dare importanza al fattore alimentare nella cura del paziente ed il primo istituto medico americano a istituire un programma di assistenza gratuita per malati indigenti.
Rene cominciò a lavorare nella clinica del dottor Brush nel Maggio del 1959.
Dopo tre mesi il dott. Brush ed il suo assistente dott. Mc Clure redassero il primo rapporto:
"Tutti i pazienti sottoposti alla cura accusano una riduzione dei dolori e della massa cancerosa con un evidente incremento del peso e delle condizioni cliniche generali. Non possiamo ancora dire che sia una cura per il cancro ma possiamo tranquillamente affermare che è salutare e assolutamente atossica"
Il dottor Brush, in collaborazione col suo amico Elmer Grove, un espertissimo erborista, arrivò a perfezionare la formula fino al punto che essa non dovette mai più essere iniettata. Aggiungendo altre erbe alla formula originale, erbe che definirono "potenziatori", la medicina poteva essere assunta per via orale solamente.
Finalmente si apriva la possibilità che ognuno potesse assumere la medicina comodamente a casa propria, evitando viaggi e fatiche spesso insopportabili per malati gravi.
Il dott. Mc Clure inviò dei questionari agli ex pazienti di Rene per verificare la durata di vita dopo la guarigione, le risposte che ricevette confermavano le parole di Rene: "La bevanda degli indiani CURA IL CANCRO"
Ecco un breve elenco:

Norma Thompson curata 20 anni prima nessuna ricaduta
Clara Thornbury curata 22 anni prima nessuna ricaduta
DH Laundry curato 12 anni prima nessuna ricaduta
Nellie Mc Vittie curata 23 anni prima nessuna ricaduta
Wilson Hammer curato 31 anni prima nessuna ricaduta
John McNee curato 30 anni prima nessuna ricaduta
Jack Finley curato 20 anni prima nessuna ricaduta
Lizzle Ward curata 14 anni prima nessuna ricaduta
Accadde però che nuove difficoltà impedissero a Rene di continuare a lavorare col dott. Brush .
I laboratori che fornivano le cavie per gli esperimenti interruppero la fornitura e il dott. Brush fu invitato dalla "American Medical Association" a non usare metodi che uscissero dai binari dell'ortodossia.
Rene tornò così a Bracebridge per evitare altre battaglie legali.
Il dott. Brush continuò i suoi esperimenti su uomini ed animali e nel 1984 dette la massima fiducia alla bevanda.
Ammalatosi di cancro all'intestino, si curò solo con essa e guarì.
Rene rimase a Bracebridge dal 1962 al 1978 continuando a rifornire il Dott. Brush con la medicina di erbe, lui la teneva informata dei progressi delle sue ricerche e dell'efficacia che riscontrava su altre malattie degenerative.
Rene, alla veneranda età di 89 anni tornò alla ribalta.
Nel 1977 il periodico" Homemakers" pubblicò la storia della bevanda e di Rene. L'articolo ebbe l'effetto di una bomba atomica sull'opinione pubblica canadese. Presto la sua casa fu assalita dalle persone che chiedevano la bevanda ed essa fu costretta a richiedere l'aiuto della polizia per poter uscire di casa.
Fra i molti che lessero l'articolo vi era anche David Fingard, un chimico in pensione titolare di una azienda farmaceutica la "Resperin".
Fingard si domandò come fosse possibile che la formula di una sostanza così efficace avesse potuto rimanere nelle mani di una vecchietta per tutti questi anni.
Decise che lui si sarebbe inpossessato della formula.
Non si scoraggiò ai primi rifiuti e finalmente trovò la chiave per aprire il forziere nel cuore di Rene. Promise che avrebbe aperto cinque cliniche in Canada, aperte a tutti, poveri compresi, e che per queste aveva già trovato i finanziamenti da una grande azienda mineraria canadese. Il 26 Ottobre 1977 Rene consegnò la formula della bevanda nelle mani del signor Fingard. Il dott. Brush era presente solo nella veste di testimone. Il contratto prevedeva ,in caso di commercializzazione, un ricavo del 2% a favore di Rene.
Nei giorni seguenti la Resperin chiese ed ottenne dal ministero per la salute ed il benessere, pressato dall'opinione pubblica, il permesso di testare la bevanda in un programma pilota su malati terminali di cancro.
Due ospedali e molte decine di medici avrebbero partecipato al programma di sperimentazione clinica, usando la bevanda fornita dalla Resperin che si impegnava a seguire tutte le norme sanitarie vigenti. L'opinione pubblica Canadese era entusiasta.
Rene percepiva pochi dollari con i quali doveva anche fornire le erbe alla Resperin.
Presto i due ospedali dissero che desideravano cambiare gli accordi e che avrebbero abbinato alla bevanda le terapie tradizionali (chemio e radio-terapia).
Fu deciso di continuare il programma solo con i medici di base.
Nel frattempo Rene Caisse moriva .
Ai suoi funerali erano presenti centinaia di persone provenienti da ogni dove.
Il governo Canadese interruppe gli esperimenti della Resperin giudicandoli inutili perchè mal eseguiti.
La Resperin infatti non era quella grande azienda che il suo titolare aveva fatto credere a Rene.
Il dott. Brush. insospettito dalla mancanza di informazioni, aveva svolto delle indagini sull'azienda. Quello che ne risultò era che la Resperin era formata da due settantenni di cui uno era Fingard e l'altro un ex ministro di un precedente governo, il dott. Mattew Dyamond.
Dyamond con l'aiuto della moglie preparava l'infuso nella cucina di casa. Le forniture ai medici di base erano spesso in ritardo o insufficienti o malfatte. Inoltre la totale mancanza di coordinazione del programma aveva, reso impossibile un accurato controllo sui medici coinvolti.
In una circolare interna, il ministero giudicava così gli esperimenti clinici con la bevanda: "Non sono valutabili i casi clinici raccolti"
Nei documenti ufficiali la bevanda, fu dichiarata però: "non efficace nella cura del cancro". Fu anche riconosciuta la sua assoluta atossicità. Sotto la pressione delle proteste da parte dei malati, fu immessa in un programma di distribuzione di medicine speciali, a malati terminali, per motivi compassionevoli. ( Nello stesso programma era anche 1'AZT farmaco per l’AIDS, che fu poi legalizzato nel 1989)
I malati avrebbero potuto d'ora innanzi ottenere la bevanda dietro presentazione di una serie di domande ufficiali di non facile compilazione .
La bevanda ,col nome ufficiale con cui era conosciuta in Canada non avrebbe mai potuto essere venduta come medicina.
Il dott. Brush era disgustato dalla vicenda, unico possessore della formula migliorata, decise che avrebbe aspettato migliore occasione per diffondere questa conoscenza.
Continuò nel suo ospedale ad usare la bevanda che nel 1984 lo guarì dal cancro all'intestino.
Elaine Alexander
Nel 1584 entra in scena, il personaggio che avrebbe dato una svolta alla nostra storia.
Elaine Alexander una giornalista radiofonica che aveva dato vita ad interessanti e seguitissimi programmi alla radio riguardanti le medicine naturali e approfondimenti sulla allora nuova malattia, l'AIDS.
Elaine telefono al dott. Brush, gli dimostrò che era informatissima sulla storia di Rene e della bevanda e gli chiese se fosse disposto a farsi intervistare nel corso di un programma che si sarebbe chiamato "STAYN’ ALIVE".
Il dott. Brush per la prima volta rilasciò una dichiarazione pubblica sulla medicina:
Elaine: «Dott. Brush e vero che lei ha studiato gli effetti della bevanda su malati di cancro ricoverati presso la sua clinica?»
Brush: «E' vero.»
E.: «I risultati che ha ottenuto si possono definire significativi o dei semplici" aneddoti", come afferma qualche suo collega?»
B.: «Molto significativi.»
E.: «Ha riscontrato nella cura degli effetti collaterali ?»
B.: «Nessuno.»
E.: «Dott. Brush la prego di arrivare al punto, lei afferma che la bevanda può aiutare le persone affette da cancro oppure che è una cura per il cancro?»
B.: «Posso affermare che è una cura per il cancro.»
E.: «Può ripeterlo per favore?»
B.: «Certo, con molto piacere, la bevanda è una cura per il cancro. Ho potuto constatare che può far regredire il cancro ad un punto tale che nessuna conoscenza medica attuale è in grado di raggiungere.»
Le parole del dott. Brush scatenarono una ondata di telefonate, l'uscita della stazione radiofonica fu circondata dalle persone che non avevano potuto accedere alla linea telefonica.
Elaine cominciava a capire quanto frustrante fosse non poter aiutare chi chiede aiuto.
Nei due anni che seguirono Elaine mise in onda sette programmi di due ore ciascuno solo sulla bevanda. Il dott. Brush vi partecipò per quattro volte ancora, numerosi medici, paramedici ed ex malati furono intervistati. Tutti confermarono quanto detto dal dott. Brush.

'La bevanda è una cura, per il cancro"
Elaine era così pressata dalle richieste di aiuto che si adoperò perchè alcuni dei malati fossero inseriti nel programma caritatevole del Governo. Ma la strada era tanto difficile e complicata che solo pochi vi potevano accedere.
Elaine passò tre anni terribili pressata da migliaia di richieste di aiuto, non poteva distribuire la tisana.
Il programma del governo era così lento nel concedere i permessi che spesso le persone morivano prima di potervi accedere.
Finalmente le venne l'idea luminosa.
Pensò: "Perchè continuare a combattere con le istituzioni per far riconoscere la medicina come una "vera" cura per il cancro? Non era forse questa un semplice the di erbe? Una tisana innocua ed atossica?
Bene si sarebbe venduta come tale. Senza attribuirle nessun merito per la cura del cancro ne per altre malattie. Sarebbe stata venduta nelle erboristerie (che in America e Canada si chiamano "negozi della salute"). La voce si sarebbe presto diffusa tra i malati di cancro.
Illustrò il suo progetto al dott. Brush che ne rimase entusiasta. Egli capì che questa era la chiave per rendere la tisana accessibile a tutti.
Decisero insieme di cercare la ditta giusta che potesse garantire un prezzo onesto, una meticolosa, preparazione della formula, un controllo sulla qualità delle erbe utilizzate e la capacità di far fronte alle richieste enormi che sarebbero seguite di lì a qualche anno.
Ci misero sei anni, scartando e selezionando decine di aziende.
Finalmente nel 1992 la bevanda era in vendita prima in Canada, poi negli USA. Nel 1995 Ha fatto la sua prima comparsa in Europa.
Dal Luglio 1996 si trova anche in Italia.
Elaine Alexander è morta nel maggio 1996,
Questa avvincente storia continua.
Forse queste poche pagine potranno salvare la vostra vita o quella di qualcuno che vi sta molto a cuore, fotocopiatele e diffondetele, è l'unico mezzo pubblicitario che la bevanda dispone. Date il nome della bevanda ma scrivetelo su altra pagina.
Settembre 1996

MALATTIE E DISORDINI IN CUI LA TISANA HA DIMOSTRATO DI ESSERE EFFICACE
IPOGLICEMIA
SCLEROSI MULTIPLA
MORBO DI PARKINSON
ARTRITI
SINDROME DA AFFATICAMENTO CRONICO
ULCERA
PROBLEMI ALLA TIROIDE
FIBROMATOSI
EMORROIDI
PROBLEMI URINARI E ALLA PROSTATA
PROBLEMI DI CIRCOLAZIONE
DIABETE, (RISTABILISCE LE NORMALI FUNZIONI DEL PANCREAS)
TUMORI
INSONNIA
PSORIASI
IMPOTENZA SESSUALE
MORBO DI ALZHEIMER
ASMA E ALLERGIE
INOLTRE:
1. E un sedativo naturale quindi agisce sul sistema nervoso calmando la persona.
2. Attenua i dolori o addirittura li elimina anche nei casi più gravi.
3. Arresta le emorragie agendo come ricostituente del sangue.
4. Previene e corregge la costipazione.
5. Fa ritornare il senso del gusto.
6. Aiuta la digestione.
7. E' efficace per l'insonnia.
8. Rinforza il sistema immunitario.
9. E! un ottimo tonico profilattico.
10. Aiuta a guarire dalle ustioni intestinali provocate dalla radioterapia.
11. Lenisce e previene gli effetti da avvelenamento causato da alluminio, piombo e mercurio.
12. Riduce i depositi di metallo pesante nei tessuti, in particolare quelli che circondano le giunture.
13. Protegge il cervello dalle tossine che lo attaccano.
14. Dà un senso diffuso di benessere al corpo.
15. Riduce il volume delle masse nodulari
Autore anonimo, tratto probabilmente dal libro "Essiac Project".
Ernia e Emorroidi
Finalmente la cura naturale di ernie, emorroidi, varici e prolassi
Ernie, emorroidi, varici e prolassi degli organi interni sono affezioni che sembrano molto differenti ma in realtà sono tutti disturbi riconducibili a uno stesso identico meccanismo patologico.
Secondo la medicina ufficiale, questi problemi possono essere risolti, nella maggior parte dei casi, solamente con il ricorso a interventi chirurgici specialistici adatti ad ognuno di essi.
Ma anche nelle medicine non convenzionali non esistono o quasi, al momento, terapie valevoli a risolvere in maniera non invasiva questi “difetti”, specie quando essi sono annosi o particolarmente gravi.
La scuola di medicina naturale e stile di vita cosiddetta igienista ha, invece, da almeno un centinaio di anni, messo a punto una serie di esercizi e accorgimenti dietetici che sono molto utili per migliorare all’inverosimile queste situazioni psicologiche e nella maggior parte dei casi, risolverli nel giro di qualche tempo, senza operazioni chirurgiche o assunzioni di altri farmaci.
Il punto di partenza e di forza è la comprensione del fenomeno nella sua interezza.
La causa comune di queste patologie è infatti il deterioramento vitale dei tessuti di sostegno, dei muscoli e dei tendini, dovuto allo scarso utilizzo dei muscoli addominali stessi.
Questo scarso uso provoca scarsa resistenza e incapacità di svolgere le funzioni a cui sono chiamati i vari organi interni.
In condizioni di efficienza fisica non è possibile per gli organi interni all’addome prolassare, dato che sono sostenuti da tutto un efficace sistema muscolare che ha proprio questa funzione.
La forza di gravità non può spingere in basso gli organi se non dopo l’indebolimento della normale forza antagonista e il calo del tono e del potere di contrazione dei muscoli.
Quando invece, per vari motivi, questo avviene, si verifica la discesa di uno o più degli organi stessi (ernie, prolassi dell’utero ecc.).
Secondo la scuola igienista le cause di tale indebolimento muscolare sono quelle della cattiva salute in generale, dovuta ad una alimentazione disordinata e alla sedentarietà.
In pratica quando ci si alimenta in modo errato, non si fa più alcun tipo di esercizio fisico e si svolge quotidianamente un lavoro sedentario, i muscoli e i nervi motori si indeboliscono, cadono in disuso e subiscono una forma di degenerazione adiposa.
Anche le emorroidi sono in effetti dovute ad una ptosi conseguente l’iperemia pelvica, ossia l’eccesso di sangue in quella regione.
La ptosi interna provoca delle pieghe del tubo digerente e del mesentere che costituiscono di fatto un ostacolo al ritorno del sangue, in modo tale che vene e capillari piene di sangue si dilatano e ogni tanto si alleggeriscono tramite un sanguinamento spontaneo.
Per far fronte ad ogni genere di prolassi occorre che muscoli addominali siano tonici e che i supporti superiori delle viscere addominali restino nelle loro posizioni normali.
Se ciò non avviene gli organi addominali si appoggeranno al bacino producendo ogni tipo di spostamenti e di deviazioni.
Pure altri tipi di varici (quando le varici si formano nello scroto, si chiamano varicocele, nel retto, emorroidi) sono dovute a dilatazione e ingrossamento delle vene con ristagno del sangue per una debolezza acquisita delle pareti venose dovuta a denutrizione, tossiemia, snervamento e mancanza di esercizio.
Questi sono tutti fattori che precedono lo sviluppo delle varici.
In tutti questi casi la proposta terapeutica degli igienisti è quella di intervenire con degli esercizi di correzione della postura, esercizi sulla panca inclinata con pesi e/o senza per rafforzare i muscoli addominali e con una dieta equilibrata e disintossicante.
Tutti gli esercizi hanno anni di solida sperimentazione efficace alle spalle e sono stati pensati per risolvere i vari problemi in modo semplice ed efficiente.
Ovviamente una nutrizione adeguata e l’esercizio fisico quotidiano di per sé sono già veicoli di miglioramenti immediati.
Per la guarigione invece di casi difficili la soluzione è costituita da una seria applicazione e costanza nell’eseguire gli esercizi specifici consigliati.
(a cura di Valerio Pignatta)
CURARSI INFORMAZIONI


Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo e divulgativo dell'opera di Tommaso Palamidessi: non sono riferibili né a prescrizioni né a consigli medici - Leggi le avvertenze BREVE STORIA DELLA MEDICINA VEGETALE
L’arte e la scienza di combattere i disturbi e le malattie per ridare la perduta salute agli infermi, risale per certo, non solo ai primordi dell’umanità, ma alla stessa apparizione degli animali sul globo terraqueo. Gli animali, infatti, si possono ritenere i primi scopritori delle piante medicinali, per quel meraviglioso istinto che li guida nella scelta dei cibi e dei medicamenti naturali. Alcuni storici della medicina, attribuiscono le origini di essa agli antichi Egiziani, ai Cinesi e agli Indiani, ma in realtà la terapia entra nella vita dell’uomo, già un milione di anni fa con gli ominidi, antenati diretti che nel giro di alcune centinaia di migliaia di anni popolavano l’Asia, l’Africa, l’Europa, affrontando disagi e lotte per la sopravvivenza. Nel giro di seicentomila anni, si susseguirono quattro grandi cataclismi con periodi glaciali nei quali tutta l’Europa settentrionale e centrale e l’Asia del nord si ricoprirono di ghiacci. Le Alpi erano un mare di ghiaccio. Dominavano le renne e i mammut, i pelosi rinoceronti e gli orsi delle caverne. In questi ambienti di lotta e di disagio, di morte e di malattia, gli ominidi impararono a lavorare la pietra e il legno per farsene armi da caccia; appresero a curare le ferite applicando su di esse le erbe emostatiche e disinfettanti, a imitazione degli animali o per le provvidenziali scoperte che le occasioni offrivano ad essi. Per l’uomo primitivo le armi e le erbe medicinali costituirono le uniche e vere difese contro le insidie del clima e degli animali feroci. La scoperta delle virtù riposte nelle piante dovette essere lunga e faticosa. Dalla lenta esperienza, vissuta a proprie spese, nacque la terapia vegetale, consistente nella somministrazione dei decotti, infusi, impiastri e polveri di piante triturate, sia isolate che associate, per ottenere degli effetti curativi più efficaci e stabili.
Leggi tutto...
Tommaso Palamidessi: I MIEI STUDI SULLE PIANTE MEDICINALI
I MIEI STUDI SULLE PIANTE MEDICINALI
di Tommaso Palamidessi
I miei studi ed esperienze sulle piante medicinali, le proprietà curative dei minerali e l'energia vitale del guaritore risalgono al 1940 e agli anni difficili del conflitto bellico in occasione di alcune ricerche sulla terapia del tumore maligno. Prima di allora l’interesse per la flora si era sviluppato in una direzione diversa non meno importante. Ad ogni modo con il 1940 ebbe inizio lo studio sistematico e interminabile della Fitoterapia, cioè della terapia mediante i vegetali. Premesse queste informazioni autobiografiche mi si consenta di riesumare vecchi ricordi d’infanzia, utili per le deduzioni che ne trarremo dopo. A parte il fatto che portavo da lontano, cioè da una passata esistenza, il fardello di un medico, la passione per le piante ed i fiori si può attribuire nel mio caso anche alla coincidenza che fa i 9 e i 10 anni, quindi verso il 1925, mi capitò di sfogliare e leggere una storia popolare delle scienze in cui si parlava degli Alchimisti e di talune operazioni segrete sulla “Pietra Filosofale” per le quali erano utilizzate tre piante: la Portulaca, la Celidonia e la Mercuriale.
Leggi tutto...
Corso Salute e Bellezza a Pistoia 2007
Corso Salute e Bellezza
Analisi dei fattori che contribuiscono al raggiungimento del benessere integrale.
Lezioni teorico-pratiche di Erboristeria, Dietetica, Cosmesi Naturale, Aromaterapia e altro ancora, a cura della dott.sa Laura Monducci Poli (farmacista, dietista) coadiuvata da un team di esperti e collaboratori.
Mercoledì 10 ottobre ore 21.30 e Mercoledì 17 ottobre, ore 21.30
Conferenza di presentazione del CORSO, ingresso libero
I RITMI DELLA VITA: SALUTE E BELLEZZA NELLE STAGIONI DELL’ANNO
Le lezioni si terranno ogni mercoledì alle 21.30
Promozione d’Autunno: ad ottobre ingresso libero e gratuito
Da novembre per partecipare al corso è sufficiente la quota associativa (€ 50)
Per ricevere il calendario delle lezioni ed ogni informazione necessaria:
telefonare 057321414 o passare direttamente in segreteria, Piazza dello Spirito Santo 1 – Pistoia.
Leggi tutto...
CHINA
Nome botanico latino. Cinchona specie varie
Famiglia botanica. Rubiacee/Cinchonacee.
Cinchona Calyssaya Weddl e varietà.
Cinchona Ledgeriana (C. Calysaya var. Ledgeriana Howard) Moens.
Cinchona succirubra Pavon.
Significato del nome. China, da kina, vocabolo dialettale di certe tribù indie = corteccia, dalla quale kina-kina = corteccia delle corteccie, cioè la corteccia per eccellenza. In spagnolo Quina-Quina.
Cinchona è il nome imposto dall’astronomo Carlo Maria De La Condamine (1737) all’albero che in seguito il botanico Linneo chiamò Cinchona officinalis (1742), come ricordo di Anna Osorio, moglie di Gerolamo Fernandez de Cabrer, conte di Chinchon (pron. Scinscon), Viceré del Perù. Questa donna ebbe la droga dal governatore di Loxa, guarita (1638) a Lima dalla terzana, fece conoscere questa corteccia in Europa nella prima metà del secolo XVII. Il nome preciso avrebbe dovuto essere Chichona.
Calysaya è una regione peruviana ove la raccolta è più forte.
Ledgeriana – perché dedicata al mercante esploratore Ledger, dal farmacista Moens, perché portandone i semi dal Perù rese possibile a Van Gorkom la coltivazione nelle Indie Olandesi. Questa in breve la storia del portentoso albero.
Succirubra – a causa del succo rosso.
Nomi internazionali. It.: China. Fr.: Chine, quinquina. Ingl.: China, cinchona. Ted.: Chinawurzel. Sp.: Quinquina, quina.
Nomi dialettali. Corteccia (o polvere) della Contessa, Corteccia (o polvere) dei Gesuiti o del Cardinale De Lugo, Rimedio degli inglesi.
Descrizione botanica. Il fusto è arborescente, e questi alberi allo stato spontaneo raggiungono grandi dimensioni. Foglie persistenti, opposte, fiori piccoli, rossastri, disposti in grandi pannocchie terminali. Di questo albero si usa la corteccia del tronco e dei rami, dalla quale si estrae il chinino, veleno a forti dosi e febbrifugo a piccole. La raccolta viene fatta abbattendo le piante all’età di 15-20 anni, oppure vengono asportate delle strisce, ogni 12-15 mesi, di corteccia dai tronchi di alberi di 7-8 anni, ma si ricopre questa ferita del tronco con muschio fra una asportazione e l’altra.
Leggi tutto...
Calcolosi Renale, Vescicale e Insufficienza Renale
INDICAZIONI ASTROLOGICO-TERAPEUTICHE
In base allo studio degli astri, ho scelto alcune erbe per combattere le predisposizioni al mal di reni, calcolosi e insufficienza renale di efficacia sicura. Allo scopo, ecco alcune formule ottime e sicure:
Calcolosi renale
Betulla foglie gr 40
Verga d’oro sommità gr 20
Altea radice gr 20
Pastinaca semi gr 20
Mescolare e tritare tutte le erbe. Fare un infuso con 10 grammi di questo miscuglio in gr 200 di acqua. Riposo per 20 minuti. Bere un bicchiere di questo decotto al mattino a digiuno, per 15 giorni di seguito. Poi passare alla seguente formula:
Uva ursina foglie gr 25
Frassino foglie gr 25
Mirtillo foglie gr 25
Rose rosse ricettacoli gr 15
Rosmarino foglie gr 10
Mescolare e tritare tutte le erbe. Fare un decotto con gr 10 di questo miscuglio con gr 220 di acqua. Bollire 9 minuti. Bere un bicchiere la mattina a digiuno, per 10 giorni di seguito. Poi passare alla terza formula:
Leggi tutto...
Asma bronchiale (come curare)
Asma bronchiale
L’asma è caratterizzata da disturbi circolatori che sopravvengono ad intervalli regolari. Il suo trattamento è difficoltoso, specialmente quando saturno e Giove si manifestano persistentemente dannosi. La cura deve poggiare su esercizi respiratori giornalieri, su un appropriato regime alimentare e ricorrendo ad appropriati medicamenti.
La rieducazione delle vie respiratorie consente di padroneggiare il nervo pneumogastrico che regola appunto la funzione delle vie respiratorie; essa si deve svolgere così:
Respirazione – Tutti i giorni, possibilmente alla stessa ora e tre volte al giorno (mattino, pomeriggio e sera) farete il seguente esercizio:
I. a. – Girare la testa a destra e chiudere la narice destra con il pollice destro. Aspirare profondamente e lentamente attraverso la narice sinistra.
b. – Girare la testa a sinistra e cacciare lentamente l’aria dalla bocca. Tenere le labbra come una O mentre cacciate via il fiato.
II. a. – La testa essendo girata a sinistra, chiudere con il pollice sinistro la narice sinistra. Aspirare lentamente e profondamente con la narice destra.
b. – Girare la testa a destra e cacciare l’aria lentamente dalla bocca. Tenere le labbra ad O mentre esalate.
Ripetere una decina di volte.
Sappiate che aspirando attraverso la narice sinistra, come indicato in I. a. si fa una respirazione lunare che stimola il VAGO. Quando invece si aspira con la narice destra, come indicato in II. a. si fa una respirazione solare e si stimola il sistema nervoso SIMPATICO. In questo modo si ridona al sistema nervoso autonomo quella armonica funzionalità che darà ai polmoni e annessi l’equilibrio o sano funzionamento, temperando tutto l’organismo, dato che la qualità del sangue è anche data da una respirazione od ossigenazione perfetta.
Leggi tutto...
Corso di Erboristeria a Siena 2007
Corso in 8 lezioni – una lezione settimanale della durata di circa 2 ore a partire da MERCOLEDI 3 OTTOBRE ore 21.30
Conferenze di Presentazione: Sabato 22 settembre ore 18
Replica conferenza: Giovedì 27 settembre ore 21.30
Leggi tutto...
Altri articoli...
Reumatismo muscolare
ABETE BIANCO
IL LIMONE NON SOLO VITAMINA C


FAMIGLIA: Rutaceae
NOMI COMUNI: Limun, sitrun, limoncello, limiuni, zagara.
LA DROGA: La corteccia del frutto e il succo.
QUANDO SI RACCOGLIE: Il frutto si raccoglie alla piena maturazione, quando assume un bel colore giallo: si taglia la corteccia del frutto con un coltello, tralasciando la sottostante parte bianca. Il succo si ottiene per spremitura e successiva filtrazione..
PROPRIETÀ: Aromatizzanti, vitaminizzanti, digestive, depurative, antisettiche, revulsive.
PRINCIPI ATTIVI: Olio essenziale a base di limonene e citrale, cumarine, flavonoidi (scorza); acido citrico, zuccheri, vitamine C. B e P.
--------------------------------------------------------------------------------
COME SI USA LA DROGA
Il succo di Limone ha valide proprietà antisettiche: si usa, in caso di necessità, come disinfettante della pelle e della cavità orale per piccole ferite e abrasioni, afte, angine e stomatiti. Per via interna è utile, in forti quantità per la gotta e il reumatismo.
Come cosmetico è un buon astringente (utilissimo per gli eritemi solari), schiarente dele efelidi, detergente e purificante.
La scorza, da cui si ricava un pregiato olio essenziale per l'industria alimentare, liquoristica, farmaceutica e profumeria, ha pure proprietà antisettiche utili nelle bronchiti acute e croniche e in molte affezioni dell'apparato urogenitale e dell acavità orale. È utile in pomate e frizioni antireumatiche e antinevralgiche per la proprietà di stimolare la circolazione locale.
USO INTERNO
Il succo del frutto: Per la gotta, il reumatismo, l'artrite, la carenza di vitamina C, la sete.
Succo: A cucchiaini, a piacere, o in bibita.
USO ESTERNO
Il succo del frutto: Come blando antisettico della pelle e delle mucose della bocca e della gola.
Succo (puro o diluito se brucia troppo): Fare sciacqui, gargarismi, lavaggi.
USO INTERNO
La corteccia del frutto: Come amaro - tonico, aperitivo e digestivo.
Infuso (o decotto): 2 grammi in 100 ml di acqua. Una - due tazzine per volta, all'occorrenza.
Tintura: 20 grammi in 100 ml di alcool di 70° (a macero per 8 giorni). Un cucchiaino, su zucchero o in acqua, all'occorrenza.
fragola non solo buona da mangiare


FAMIGLIA: Rosaceae
NOMI COMUNI: Merello, frola, maola de mont, finpon, briachelle, gagomula, fraula servaggia, mura de terra.
L'ESSENZA : Il rizoma e le foglie.
QUANDO SI RACCOGLIE: Il rizoma si raccoglie in autunno o in primavera e si monda dalla terra e dalle parti secche; le foglie si raccolgono in aprile - maggio quando sono completamente sviluppate.
PROPRIETÀ: Dietetiche, aperitive, depurative, diuretiche, antiinfiammatorie, astringenti.
PRINCIPI ATTIVI: Mucillagini, tannini, alcooli triterpenici (rizoma); vitamine C, A, B, zuccheri (frutti).
--------------------------------------------------------------------------------
COME SI USA LA DROGA
Il rizoma della Fragola ha proprietà aperitive, depuative che possono essere sfruttate dai gottosi, dagli artritici, dai reumatici e da coloro che sono affetti da sciatica e calcoli; il rizoma è inoltre un buon astringente gengivale
Le foglie hanno proprietà analoghe alle radici e in più sono considerate un buon antidiarroico, astringente cutaneo, antiemorragico e cicatrizzante.
USO INTERNO
Il rizoma: Per stimolare l'appetito, aumentare la diuresi, depurare l'organismo dagli acidi urici.
Decotto: 1 grammo in 100 ml di acqua. Due tazze al giorno prima dei pasti.
USO ESTERNO
Il rizoma (o le foglie): Per le mucose boccali infiammate.
Decotto: 5 grammi in 100 ml di acqua. Fare sciacqui e gargarismi più volte al giorno.
USO INTERNO
Le foglie: Per aumentare la diuresi, eliminare gli acidi urici, frenare diarree.
Infuso: 4 grammi in 100 ml di acqua. Tre - quattro tazzine al giorno.
USO COSMETICO
Una manciata di foglie dà un bagno utile alle pelli sensibili e infiammate.
La polpa del frutto viene ipiegata come maschera schiarente emolliente, rivitalizzante, utile per pelli secche e rugose.
Il succo del frutto lenisce, se applicato per mezz'ora, scottature solari di modesta entità.
curarsi in maniera naturale

LA CHELIDONIA
del Dr. Ernesto Riva
Dove si trova
Cresce nei luoghi incolti o tra le boscaglie ed è una delle prime piante a fiorire in primavera con caratteristici fiori di colore giallo intenso, raccolti in ombrelle terminali, e formati da quattro petali e due sepali precocemente caduchi. La pianta è erbacea con un fusto eretto e ramoso alto fino a 80 cm. portante grandi foglie segmentate e pennatosette. Spezzando i fragili steli di quest'erba fuoriesce un lattice di colore giallo intenso ricco di principi attivi medicamentosi.
Proprietà medicinali e curative
L'inizio della fioritura della chelidonia coincide con il ritorno delle rondini e per questa ragione, forse, si pensò di attribuirle il nome di origine greca che significa appunto "rondine" (chelidòn). In antichità si credeva infatti che la rondine si servisse del lattice di questa pianta per rafforzare la vista ai nidiacei poiché, secondo una convinzione tramandata da Plinio e attribuita ad Aristotele, si pensava che i piccoli delle rondini nascessero ciechi e che, per risanare la loro vista, le madri deponessero nei loro occhi una goccia di succo di chelidonia.
Il lattice di questa pianta non mancò di incuriosire i seguaci della teoria della "signatura", dottrina per la quale si pensava che la natura mostrasse sempre dei particolari "segni" utili alla salute dell'uomo, i quali sostenevano che il lattice giallo di chelidonia richiamava quello dei succhi biliari e doveva quindi servire ad aprire le occlusioni del fegato. Le rivelazioni più clamorose riguardo all'uso di questa pianta furono però formulate in un celebre testamentum lasciato nel XIV secolo da un monaco francescano di nome Raimondo Lullo, il quale sosteneva di aver scoperto il "magistero di resuscitare i morti": « ... l'ammalato si leverà in brevissimo tempo e confortandolo di tanto in tanto con la quintessenza di chelidonia (estratto alcoolico) si sanerà perfettamente se non haverà determinato iddio al tutto che colui mora. ... della quintessenza danne una dramma e se tu, o medico, opererai secondo la mia dottrina, tu farai opere mirabili sopra la terra... ».
Al di là delle fantasie mistiche inventate dal monaco Raimondo Lullo è da dire però che l'erba chelidonia ha sempre avuto un ruolo preminente nei rituali di carattere taumaturgico; basti pensare che passò alla storia con il nome di "latte della strega" proprio perché il suo lattice veniva e viene tutt'oggi utilizzato per togliere le verruche. La cosa incuriosì taluni autori che, dopo aver osservato un rallentamento della crescita dei carcinomi sperimentali dei topi trattati con chelidonia, individuarono nella pianta un alcaloide (chelleretrina) caratterizzato da una certa attività antiblastica e spiccata azione antifungina: fu ovvio perciò raccomandare il lattice di chelidonia nel trattamento di certe forme neoplastiche cutanee benigne quali appunto le verruche.
L'affermazione "signaturistica" che il succo di celidonia giovasse alle occlusioni del fegato incuriosì ancora di più la scienza farmaceutica che scoprì nella pianta un altro alcaloide, di nome chelidonina , capace di agire sul tono dei muscoli lisci; a ciò si è arrivati grazie all'analogia esistente fra la chelidonina (un composto papaverinico benzil-isochinolinico ) e gli alcaloidi del papavero e ha fatto pensare ad un parallelismo d'azione fra le due sostanze, vale a dire che fossero dei farmaci farmacologicamente attivi come spasmolitici indicati nel trattamento delle colecistopatie e delle calcolosi biliari.
Studi effettuati sugli stessi principi attivi hanno poi rilevato l'esistenza di un'attività eccitante sui centri midollari, con contrazioni stricnino-simili, che a dosi elevate può portare a una completa paralisi de muscoli respiratori e vasomotori. Se ne deduce che la chelidonia può risultare anche un veleno per cui è una pianta da usare con estrema cautela.
Come utilizzarla
GOCCE COLECISTOCINETICHE DI CHELIDONIA COMPOSTA
chelidonia tintura madre da pianta fresca g 10
estratto di carciofo g 10
estratto di boldo g 10
estratto di arancio dolce g 10
40 gocce prima dei pasti come coadiuvante nella terapia delle colecistopatie e delle calcolosi biliari.
LOZIONE ANTIVERRUCHE DI CHELIDONIA COMPOSTA:
chelidonia tintura madre da pianta fresca g 25
resina di trementina g 15
acido salicilico g 5
acido lattico g 5
Per toccature.
Iscriviti a:
Commenti (Atom)